LA QUESTIONE MERIDIONALE – 150 ANNI DI CULTURA, ECONOMIA E POLITICA

Fotografie di Valentina Vavalle, V B
Sabato 27 febbraio, nell’ambito delle attività di orientamento-approfondimento, i ragazzi frequentanti le classi quarte e quinte del Morea si sono recati presso la Sala Convegni del Castello di Conversano per partecipare alla conferenza di un illustre ex alunno del nostro Liceo, Luciano Greco, laureato presso l’Università Bocconi di Milano e professore associato di Scienza delle Finanze, Dipartimento di Scienze economiche e aziendali presso l’Università di Padova.

La scelta dell’argomento della conferenza ha risposto ad una tradizione di studi e riflessioni da sempre cara al Morea e si è collocata su una linea tematica cominciata anni fa, almeno nel 2009, quando la prof.ssa Cacciapaglia invitò il prof. Franco Cassano, Scienze Politiche all’Università di Bari, il quale ci parlò di tre diversi paradigmi interpretativi del Sud, quello della dipendenza, quello della modernizzazione e quello dell’autonomia. Poi, nel 2011, il Liceo ha ospitato lo scrittore Pino Aprile per iniziativa degli allora rappresentanti d’Istituto, il quale venne a presentarci il suo libro “Giù al Sud”, secondo cui la ripresa dalla crisi sarebbe avvenuta grazie ad un Sud giovane, intraprendente e trainante, o non sarebbe avvenuta affatto. E in questa dolce mattinata di fine febbraio è toccato al prof. Greco, vero figlio del Morea.
L’alunno Davide Capobianco ha introdotto l’intervento del professore, sottolineando quanto sia importante risalire alle origini della Grande Recessione del 2008, causata in parte dal fallimento del mercato immobiliare americano, facendo anche riferimento al recente film “La grande scommessa”.
In seguito alla visione di uno spezzone del monologo “Terroni” di Pino Aprile, intitolato “Io sono il Sud” ed interpretato da Roberto d’Alessandro, il prof. Greco, visibilmente commosso dall’accoglienza della sua scuola, ha focalizzato l’attenzione sulla crisi finanziaria in Italia, e in particolare sulla questione meridionale e sul divario economico tra il Nord ed il Sud. Come ha voluto precisare il professore, la tematica è difficile ed affonda le sue origini nel 1860, in seguito all’Unità d’Italia. Parlare della questione meridionale vuol dire descrivere gli squilibri economici, sociali e culturali che da 150 anni determinano gli eventi storici del nostro Sud. Lo Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ha realizzato diverse statistiche, dalle quali si evincono dati molto preoccupanti: dal 2006 la disoccupazione giovanile, soprattutto femminile, nel Sud Italia è salita al 40%; la percentuale del rischio di povertà è molto più elevata al Sud che al Nord e inoltre la disuguaglianza dei redditi famigliari e la bassa competitività del Mezzogiorno portano al sottosviluppo della nostra terra.

In parte contraddicendo, attraverso dati statistici, il pensiero di Pino Aprile, secondo il quale nel 1861 il Sud Italia era molto più avanzato del Nord, il nostro economista fa notare che il Nord ed il Sud vivevano una situazione molto simile di povertà. Il divario economico, infatti, inizia ad allargarsi intorno al 1961, anche grazie al decollo della casa automobilistica della Fiat. Il professore ha quindi spiegato perché dopo tutti questi anni il Sud sia ancora in una fase di sottosviluppo rispetto al resto d’Italia. Seguendo le teorie marxiste, lo sviluppo di una nazione è relativo alla qualità del capitale umano, e quindi ai lavori che dipendono dall’istruzione e dall’efficienza delle istituzioni; la scarsa qualità del capitale umano al Sud potrebbe dunque essere una motivazione valida, ma vera fino al 1971, in quanto oggi non esistono più differenze dal punto di vista dell’istruzione e dell’aspettativa di vita. La causa del divario è il capitale sociale, ovvero la presenza della criminalità che impedisce lo sviluppo delle aziende, l’efficienza delle istituzioni e il rispetto delle regole. La storia chiarisce, inoltre, che prima dell’unità d’Italia il Nord aveva un’organizzazione politica di tipo comunale e quindi una rete sociale ben definita, mentre il Sud è sempre stato sottomesso alle decisioni del sovrano.
Oltre che illustrare le cause e le conseguenze della questione meridionale, il prof. Greco ha anche presentato le possibili soluzioni per risollevare il Sud. Fondamentale è agire sulle città che, purtroppo, oggi si avvicinano sempre più al degrado. Inoltre, è importante combattere la criminalità organizzata e la corruzione, e incentivare le infrastrutture e l’istruzione. Tutto questo, unitamente al rilancio della crescita economica in Europa, potrà farci sperare in un processo di sviluppo efficace.
In coda alla preziosa conferenza del prof. Greco, l’alunna Martina Salice ha letto un brano del saggio di Roberto Saviano, Gomorra, accompagnata dalle note della chitarra di Mara Settanni.
Dopodiché l’alunno Sebastiano Coletta ha interpretato la poesia di Salvatore Quasimodo, Lamento per il Sud, con la melodia del flauto traverso, interpretata da Federica Zaccaria.

Ben contento dei contributi degli alunni, il professore ha risposto alle domande riguardo al suo intervento ed infine ha sottolineato l’importanza della preparazione classica da lui ricevuta, in quanto questo gli consente di interessarsi a tanti ambiti, con fin troppa curiosità. E, rivolgendosi agli studenti che a breve dovranno scegliere il loro percorso universitario, consiglia di informarsi con particolare attenzione riguardo al mondo lavorativo e a considerare una scelta calibrata alle proprie capacità.
<<Scegliere l’Università significa studiare, informarsi, massacrare di domande le persone che possono avere le risposte che cerchiamo, ed è importante non fermarsi alla soluzione più comoda. >>
Isabella Valente, V B
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